L'artista e il pubblico: una riflessione di Grotowski
20 Ott 2009 | Letture | Invia feedback »
Non vi sarà possibile raggiungere grandi vette se orienterete voi stessi verso il pubblico. Non parlo del contatto diretto, ma di un certo tipo di legame, il desiderio di essere acclamato, di guadagnare l’applauso e le parole d’elogio. E’ impossibile, lavorando in tal modo, creare qualcosa di grande. Le grandi opere sono sempre fonte di conflitto…
L’artista dice la verità. Questa verità è quasi sempre differente dalla concezione popolare della verità. Il pubblico non ama essere ossessionato dai problemi […] Da questo nasce il conflitto. Ma poi, gradualmente, lo stesso pubblico comincia a rendersi conto che quegli artisti, quegli artisti bizzarri, sono quelli che non può dimenticare. C’è allora un momento in cui vi si dirà che forse avete conquistato la gloria. E voi avrete acquisito il diritto di dire le verità che non sono popolari. In quel momento vi si aprono due prospettive. O l’aver conquistato questa posizione sociale è una cosa molto importante per voi, e allora frenerete qualsiasi altro possibile sviluppo futuro; siete già spaventato dalla prospettiva di perdere la posizione conquistata, così che finite col dire le stesse cose che dicono gli altri. Oppure, vi sentite ancora libero come artista. Non siete ancora orientato verso il pubblico; ricercate sempre la verità anche quella che è più profondamente nascosta. In tal caso, procederete oltre e rimarrete un grande uomo.
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