Dal 29 luglio sono in scena con l’Eunuchus di Publio Terenzio Afro. La regia dello spettacolo è di Pietro Bontempo, e gli interpreti sono: Fiorella Rubino, Luca Calvani, Caterina Misasi, Vittorio Viviani, Fabio Bussotti, Pietro Bontempo, Mario Toccafondi, Riccardo Bocci – oltre a me, naturalmente. Musiche dal vivo di Carlo Frascà e scene di Francesco Ghisu.
Una commedia di situazione fatta per intrattenere e divertire - scrive Pietro Bontempo nelle note di regia - Le peripezie amorose di due fratelli, uno innamorato di una prostituta e l’altro della giovanissima sorella di lei, sono il cuore della commedia. Intorno ci sono amici che a vario titolo intervengono a parlare in loro favore, servi che si danno da fare continuamente perfavorire i loro benefattori senza farsi scrupolo di ricorrere, se necessario, a travestimenti e menzogne, il solito padre terenziano che ama la terra e loda la vicinanza alla campagna per poterci andare con più comodo, il soldato spaccone e non coraggioso ai fatti come con le parole e, molto ben tratteggiato, il lecchino dei potenti che è specializzato nell’adulazione, e come vede che il vento del potere cambia, non esita a cambiare la bandiera.
Io nell’affrontare questa storia mi propongo come sempre di cercare di renderla vicina a me e ai miei tempi - aggiunge il regista - Il nostro lavoro è quello di far parlare i personaggi in modo da dare l’illusione di trovarci, costumi a parte, non nelle contrade dell’Attica né ai tempi di Roma antica, quando fu scritta, ma in un paese della nostra Italia, dove non mancano ricchi figli di papà che si incapricciano di ragazze che devono possedere a tutti i costi, non mancano meretrici (Taide mi fa pensare tanto a una escort), né mancano spacconi vigliacchi e più di tutto non mancano i parassiti. Noi abbiamo cercato di divertirci nella fatica della ricerca di una comicità antica e così spero potremo appassionare chi ci ascolterà.